ESTRATTI DAL LIBRO

ESTRATTI DAL LIBRO

LUCIO DALLA

Lucio Dalla

«Le mie radici e la mia cultura appartengono a questa terra. È vero che sono nato a Bologna, ma non mi sono mai sentito emiliano quanto piuttosto manfredoniano, non fosse altro che per la mia infanzia trascorsa qui con mia madre, nel periodo compreso tra i sei e i quindici anni. Ci sono tornato spesso, cessivamente, da queste parti e fu proprio in una sera di anni fa che, in macchina nella piana di Macchia, con le luci spente e il buio che mi circondava, mi sentii orgoglioso di provare emozioni come quelle che pervadevano Matteo Salvatore. In quei momenti,in compagnia di amici, ascoltavamo il buio e vedevamo il silenzio»

Lucio Dalla Lucio Dalla

ALTRI ESTRATTI

  • «L’attività quotidiana mi assorbe, l’amministrazione di un Comune come quello di Manfredonia non lascia molto tempo per il resto, ma in ogni modo ho costantemente cercato di coltivare una sana curiosità e le passioni di sempre. Una è quella che mi lega a Lucio Dalla da una vita intera. Ho prima amato le sue canzoni, molte delle quali concepite tra Manfredonia e le Tremiti, di fronte a paesaggi che popolano il mio stesso immaginario, poi, quando in veste di assessore con delega alla Cultura, nel 1997 ho potuto conferirgli la cittadinanza onoraria di Manfredonia, l’artista, fino a quel momento lontano – su un palcoscenico o su un disco –, è diventato uomo davanti a me, reale e incredibile».

    Angelo Riccardi Angelo Riccardi
    Angelo Riccardi
  • «E cominciai a fare tutte le tournée con Lucio. Fu lì che Lucio mi fece conoscere Manfredonia. Lucio mi portò a Manfredonia, e ricordo che la prima volta […] era come se mi dovesse far scoprire qualcosa di magico, qualcosa di cui io assolutamente non conoscevo l’esistenza. E in effetti era così: io non avevo mai visto Manfredonia, ma capivo che, dentro, lui aveva un mondo che era il mondo di Manfredonia, quello che aveva vissuto da bambino. Cominciò a spiegarmi tutte le sue estati, con la mamma che faceva la sarta. E volle farmela conoscere proprio da vicino, stando in mezzo alla gente di Manfredonia. Ricordo che mi portava in un cinema all’aperto, la sera. Era bellissimo...ma un caldo! E un Lucio sereno, un Lucio che sapeva di casa, in questa Manfredonia: non l’ho mai visto così a suo agio. Capii che per lui era una casa, una casa davvero; era qualcosa di speciale».

    Ron Ron
    Ron
  • «Un giorno mi dissero: “questa sera c’è Lucio Dalla”. Era lì per promuovere la Tosca Ero emozionatissima, anche io avrei dovuto esibirmi e, all’idea di calcare lo stesso palco… Lui avrebbe suonato con Federico Zampaglione (prima leader dei Tiromancino, ora regista, N.d.A.) e, insomma, dopo il mio concerto andai da lui per salutarlo, per ringraziarlo. Dopo i convenevoli gli dissi che ero di Manfredonia, lui si illuminò: “Ma dai!”. Ci fu una simpatia reciproca e fulminea che non si è mai esaurita, anzi si è trasformata in un’amicizia profonda che ha reso possibile una collaborazione importante».

    H.E.R H.E.R
    H.E.R